Le news dall'Industria del legno


POLVERE DI LEGNO E TUMORE
Ma la polvere di legno è veramente cancerogena?

Molti studiosi ed esperti contestano le tesi dell’accusa.

La polvere di legno di rovere e di faggio potrebbe non essere l’unica causa del tumore delle mucose nasali che colpisce gli addetti dell’industria di lavorazione del legno.

Secondo le affermazioni del Dr. Joachim Wolf di Holz-BG, Monaco, è quanto emerge dai test di inalazione a lungo termine condotti dal Centro Tedesco per la Ricerca contro il Cancro (DKFZ) in collaborazione con l’Associazione dei lavoratori dell’industria del legno.

L’esperimento è stato condotto su 471 animali campione (7 gruppi da 60 animali, gruppo di controllo di 115 animali), esposti alle seguenti sostanze: - Polvere di legno di rovere non trattata con agenti chimici,

- Polvere di legno di rovere contenente lindano e PCP,

- Polvere di legno di rovere cromatata,

- Nebulizzazione cromatata

- Nebulizzazione di protezione per il legno contenente lindano e PCP, come NDMA, agente chimico che notoriamente causa il tumore delle vie respiratorie nei ratti (controlli positivi).

A differenza dei precedenti test sugli animali eseguiti con polvere di legno di faggio non trattato, in cui non si erano sviluppate forme tumorali alle vie respiratorie, questa volta due animali campione hanno sviluppato un tumore. Entrambi i casi erano stati esposti alle già citate cromatazioni, uno mediante nebulizzazioni e uno tramite polvere di legno di rovere cromatato.

Altri sette campioni hanno sviluppato tumori alle vie respiratorie inferiori, due di questi avevano respirato polvere di legno di rovere non trattata con agenti chimici, uno polvere di legno trattata con lindano, PCP e agenti cromatanti, due erano stati sottoposti a nebulizzazioni cromatate e uno infine a nebulizzazioni di sostanze protettive del legno contenenti lindano e PCP. Di contro, nessuno dei 115 animali risultati negativi ai precedenti test hanno sviluppato forme tumorali maligne dell’apparato respiratorio.

Contenuto di cromati

La concentrazione di polvere di legno corrispondeva in media a circa 18 mg/m3, mentre la concentrazione di cromati variava da 21,2 a 39,4 mg/m3. La concentrazione di lindano oscillava, a seconda dei gruppi, tra 0,07 e 1,13 mg/m3, quella di PCP tra 0,15 e 18 mg/m3.

La concentrazione degli agenti chimici era superiore quando, su indicazione della casa produttrice, erano stati mischiati alla polvere di legno. L’analisi delle polveri di legno non trattato con agenti chimici ha dato i seguenti risultati: non erano presenti tracce di lindano e PCP, ma erano presenti tracce di cromati con una concentrazione di 5 mg/m3.

Ciò significa che anche gli animali che hanno respirato polvere di legno di quercia pura hanno assunto cromati.

Dato che entrambi gli animali con tumore delle vie respiratorie provengono dai gruppi esposti al cromato, gli autori dello studio sono giunti alla conclusione che i tumori delle vie respiratorie in particolare erano collegati al cromato. Poiché anche la polvere di legno pura contiene probabilmente cromato, anche se in basse concentrazioni, anche gli animali con il tumore delle vie respiratorie inferiori, con un’eccezione, erano stati contaminati dal cromato.

È di tutt’altra idea R. Gehring nella sua opera sul lavoro sicuro, in cui elenca le nuove direttive CE (Lavoro sicuro 6/99, testo completo all’indirizzo www.auva.or.at/sicharb/ausgaben/sa699/sa6996.htm). Tramite l’accettazione delle polveri di legno all’interno delle direttive europee circa i materiali da lavoro cancerogeni, si potrebbero migliorare i presupposti per un’efficiente prevenzione a livello europeo.

Allo stesso modo, il principio di causa tumorale continua a rimanere oscuro, lasciando irrisolte le discussioni politiche.

Questo è stato dimostrato anche durante il dibattito che precedeva l’approvazione delle direttive europee. In Germania le imprese hanno chiesto di eliminare le polveri di legno dalla lista dei materiali da lavoro che causano tumori.

La richiesta si basa sull’interpretazione di nuove ricerche (vedi lo studio BG sul legno).

Di fondo rimane il quesito se i materiali a base legno o eventuali additivi del legno costituiscano potenziali cause tumorali oppure no. Con questo rimane dunque il pericolo, anche in futuro, di compiere passi indietro nelle misure di protezione della salute. Per contrastare queste tendenze, deve essere valutata e gestita l’intera gamma di pericoli causati dalla polvere di legno, esaminando in particolare i molteplici fattori della gravosa situazione dei lavoratori. (Dalla Redazione di Xylon & Xylon Int'l)