Le news dall'Industria del legno


Riciclare il legno, un business contro l'effetto serra. I soci sono oltre duemila. - REPORT di AFFARI E FINANZA
Riciclare il legno: una ricetta efficace contro l'effetto serra . E' questo, in una battuta, il risultato di uno studio ("Ecobilancio") commissionato recentemente dal Consorzio Nazionale Rilegno sull'impatto ambientale dei rifiuti legnosi. Riciclare il legno, dice lo studio realizzato da Ecobilancio Italia di Roma e LC Engineering di Torino, contribuisce indirettamente a ridurre l'effetto serra, l'accumulo dei rifiuti solidi, l'eutrofizzazione delle acque e l'acidificazione dell'aria: fenomeni cioè considerati fra i principali indicatori di impatto ambientale presenti sulla Terra. Non a caso, il decreto Ronchi stabilisce che è necessario avviare al recupero almeno il 50% degli imballaggi immessi al consumo entro la fine del 2002. Questione di sensibilità, ma anche di opportunità economica. Per la raccolta degli imballaggi in legno, infatti, Rilegno, il Consorzio nazionale per la raccolta e il recupero degli imballaggi in legno, riconosce un contributo di 11 euro la tonnellata alle piattaforme di raccolta convenzionate per le quantità di rifiuti di imballaggi in legno conferite al Consorzio. Ma c'è anche un contributo economico di 5 euro per ogni tonnellata di pallet riparata a favore degli artigiani che, acquistando pallet rotti e inutilizzabili, li sistemano e li rimettono nuovamente sul mercato, contribuendo concretamente all'attività di riciclaggio.

Non mancano i primi, lusinghieri, risultati. Spiega Roberto Valdinoci, direttore di Rilegno, il consorzio nato nel 1997 e che riunisce in Italia oltre 2 mila soci suddivisi tra fornitori per imballaggio in legno, fabbricanti di imballaggi ortofrutticoli, fabbricanti di pallet e di imballaggi industriali, importatori di materiali per imballaggio e imballaggi vuoti, imprese che riciclano rifiuti da imballaggio in legno: «Con 1.218.000 tonnellate recuperate nel 2001 su un totale di quasi 2,5 milioni di tonnellate di imballaggi in legno immessi al consumo, il consorzio ha raggiunto con un anno di anticipo l'obiettivo previsto dal decreto Ronchi. Ora abbiamo nuovi, ambiziosi, obiettivi di raccolta: il 54,89% da avviare al riciclo entro la fine di quest'anno, il 55,10% nel 2003, il 55,51% nel 2004 fino ad arrivare al 55,91% nel 2005. Con i dati del 2001, l'attività di riciclo del legno ha evitato il rilascio in atmosfera di almeno 2,5 milioni di tonnellate di anidride carbonica». Le possibilità reali, però, sono ancora elevate. In Italia infatti è attiva una filiera industriale in grado di riciclare oltre 3 milioni di tonnellate l'anno di rifiuti di legno, «segno tangibile che anche in Italia esiste un serbatoio economico che richiede e valorizza i rifiuti di legno stimolando e finalizzando l'attività di riciclo».

Ma, concretamente, come avviene il riciclo del legno? L'imballaggio buttato perché non più utilizzato viene raccolto nelle piattaforme convenzionate (oltre 100, 64 province coperte e un bacino complessivo di quasi 37 milioni di cittadini serviti, dati 2001) per essere avviato, grazie all'intervento di Rilegno in collaborazione con il Conai (Consorzio nazionale imballaggi), al riciclaggio. In primo luogo, questi imballaggi saranno ridotti di volume attraverso operazioni di pressatura o triturazione, così da consegnarli ai riciclatori già pronti per essere lavorati industrialmente. Il legno raccolto verrà poi sottoposto presso gli impianti specializzati a ulteriori trattamenti di triturazione e pulizia per ottenere così scagliette di legno pronte all'uso chiamate "chips".

«I chips sono ora pronti a trovare nuovo utilizzo. Possono infatti diventare pannelli in truciolare utilizzati poi per la produzione di complementi d'arredo per l'industria del mobile. In alternativa, il materiale diventa pasta cellulosica per le cartiere, o entra a far parte del compost: il concime organico derivato da rifiuti utilizzato in agricoltura». Le piattaforme convenzionate garantiscono quindi il servizio per il conferimento del materiale da parte delle aziende utilizzatrici. Rilegno invece si impegna al ritiro di tutto il materiale legnoso che, oltre alle diverse tipologie di imballaggi, comprende anche mobili rotti, porte, infissi di legno che altrimenti non verrebbero facilmente smaltiti, e, attraverso una capillare rete di autotrasportatori abilitati, si occupa del trasporto del materiale così raccolto e recuperato verso gli impianti di riciclaggio. Concludono a Rilegno :«Nel brevemedio periodo il nostro obiettivo è quello di sviluppare la raccolta in maniera omogenea sul territorio, anche grazie all'applicazione capillare di un nostro software che metterà presto in rete tutte le piattaforme esistenti in Italia, e ciò permetterebbe di raggiungere altri due risultati importanti: rendere la raccolta del legno un'attività economicamente soddisfacente, così da poterla svolgere come attività primaria e non complementare ad altri lavori; dare omogeneità al riciclo del legno su tutto il territorio italiano, visto che per ora l'attività è concentrata al Nord ma è carente al Centro e al Sud». A cura di GIULIO DI PALMA (Repubblica.it)