Le news dall'Industria del legno


La biotecnologia viene utilizzata per creare in laboratorio alberi a crescita rapida resistenti alle malattie.
Per secoli i contadini hanno selezionato le migliori sementi per avere raccolti più abbondanti; i progressi della scienza e della biotecnologia, anche se tra mille controversie hanno fatto altrettanto, in tempi molto più ristretti. Quando poi città e suburbi si sono dilatati, con loro è cresciuta anche la domanda di piante domestiche ed ornamentali, cui ha dato forte contributo la tecnologia. Fino a poco tempo fa però ben poco era stato fatto per "migliorare" gli alberi.

Ora i balzi della scienza hanno consentito di procedere su questa strada, partendo da progetti di laboratorio per arrivare ad esperimenti in serra ed infine alla piantagione industriale.

I biologi dell'Hardwood Tree Improvement and Regeneration Center (*), nello stato dell'Indiana, USA, stanno studiando come far crescere più sane le latifoglie: si stima che questo possa fruttare all'industria americana del legname circa 14 miliardi di dollari all'anno.

Gli scienziati si sono posti come meta la creazione di specie "superiori" di noce scuro, ciliegio scuro e quercia rossa.

Perchè proprio queste specie?

Per il semplice fatto che sono tra le più ricercate dall'industria del mobile e per le pavimentazioni in parquet; infatti mentre la domanda nel Nord America cresce ogni anno, l'offerta resta deficitaria. Così, se l'esperimento dovesse avere successo, questi alberi "bionici" - che resistono alle malattie, crescono in fretta ed hanno meno imperfezioni - potrebbero essere coltivati estensivamente in vere e proprie piantagioni.

I ricercatori stanno conducendo vari incroci sull'albero di noce scuro, molto pregiato, creando innesti con oltre 400 alberi. Così facendo sperano di produrre un noce scuro con una maggiore percentuale di "massello" - vale a dire la parte più pregiata, resistente e molto costosa, adatta per i mobili.

Nell'arco di cinque anni gli scienziati del centro sperano di creare un nuovo albero di noce scuro dotato di un gene che lo rende resistente agli erbicidi. Tali alberi permetteranno un aumento del numero delle piantagioni su larga scala, consentendo agli agricoltori di irrorarle di pesticidi senza danneggiare i nuovi germogli.

Un esperimento analogo si sta conducendo anche sul ciliegio scuro e sulla quercia rossa nordica. Una parte della ricerca mira a trovare sementi o rami da innestare di legni pregiati, come quello con struttura granulare curvata o ondosa, ricercato per particolari lavorazioni e con prezzi molto elevati rispetto a quello con struttura normale. Si sta in particolare ricercando un gene, il cui apporto possa rendere la pianta resistente agli insetti, consentendole di preservarla dagli attacchi di parassiti che creano fori nel legno rovinandolo e abbassandone il valore commerciale.

Se questi esperimenti dovessero andare a buon fine il centro sarebbe in grado di produrre milioni di sementi clonate. Negli Stati Uniti ci sono altri progetti di biotecnologia che potrebbero permettere di creare alberi immuni da malattie, come i temibili funghi che possono portare anche all'estinzione di specie rare...

Ovviamente la clonazione delle piante cattura meno l'attenzione dei mass media rispetto a quella che vede come cavie degli animali, così non resta che attendere e vedere chi vincerà nella gara per creare piantagioni clonate.

Per ulteriori informazioni (in inglese) Purdue Center.

(*) L' Hardwood Tree Improvement and Regeneration Center nel 1998 ha siglato un accordo con la Purdue University, l'U.S. Forest Service e l'Indiana Department of Natural Resources. Il centro, con uno staff di 33 persone, ha un budget annuo pari a 1,5 milioni di dollari e si occupa anche di catalogare e preservare campioni genetici di un ampio spettro di specie arboree, perchè molte di queste sono in via di estinzione e potrebbero andare perdute per sempre.